La funzione di prestatore di ultima istanza delle Banche Centrali nelle grandi crisi internazionali
Il 9 agosto 2007 entrerà nella memoria collettiva come il giorno della grande paura, che tanto vicino fece sembrare quel giovedì 24 ottobre 1929. L'evento scatenante è stata la temporanea sospensione da parte della banca francese BNP Paribas della copertura di tre fondi collegati a debiti contratti negli Stati Uniti, i cosiddetti mutui Subprime.
La crisi ha radici lontane; nell'ultimo decennio i Paesi economicamente sviluppati hanno visto una crescita accelerata dei debiti delle famiglie, negli Stati Uniti ma anche nel vecchio Continente, specialmente nei paesi del nord Europa e in Spagna e, in misura inferiore, anche in Italia. Debiti che i consumatori hanno sostenuto per acquistare case (i cui prezzi sono saliti in modo esorbitante), ma anche automobili, prodotti elettronici, spese sanitarie, istruzione per i figli, abbigliamento di lusso e vacanze. Questa enorme massa di debiti è stata finanziata dalle banche che, in questo processo, hanno sostenuto i consumi, consentendo alle imprese di produrre di più. In parallelo, però, per il sistema bancario sono aumentati i rischi che i debitori, prima o poi, compressi tra un potere d'acquisto eroso dall'inflazione e da una distribuzione sempre più ineguale della ricchezza, non riuscissero a far fronte ai propri impegni. Con la finanza "innovativa", banche e assicurazioni si sono scambiate l'un l'altra questi rischi, finendo per distribuirli negli investimenti dei risparmiatori. Il meccanismo è stato sottoposto a tensioni crescenti e, alla fine, non ha retto.
Le conseguenti turbolenze finanziarie hanno posto in primo piano il ruolo delle Banche Centrali nella loro funzione di "Prestatore di Ultima Istanza": in un primo momento fornendo alle Tesorerie Bancarie tutta la liquidità necessaria ad un ordinario funzionamento del sistema e successivamente attuando politiche espansionistiche che il mercato attendeva.
L'8 ottobre 2008, segna una data storica nel "coordinamento" delle politiche monetarie con Fed, BCE e Banca d'Inghilterra che riducono di cinquanta bp i tassi di riferimento in un taglio "coordinato". Tuttavia, tentare di ridurre la contrazione dell'erogazione del credito attraverso la riduzione dei tassi non bastava, perché occorreva ridare fiducia al sistema finanziario; diventava quindi indispensabile attuare manovre concrete che venissero incontro ai bilanci delle Istituzioni Finanziarie, manovre per le quali i vari Governi Nazionali hanno elaborato dei piani di sostegno al sistema finanziario. Si calcola che nel 2009 nei principali Paesi Europei gli aiuti pubblici alle Banche abbiano superato 1.700 miliardi di euro e negli Stati Uniti oltre 560 miliardi.
È innegabile che il ruolo delle Banche Centrali in qualità di LLR sia stato perfetto di fronte alla crisi di liquidità ma è stata necessaria l'attività delle autorità fiscali dei diversi Paesi per far fronte alle crisi di insolvenza.
In seguito, affronteremo specificatamente le tematiche della differenziazione e commistione di ruoli delle banche centrali e delle autorità fiscali nella gestione della crisi.
SCARICA QUI IL TESTO INTEGRALE
Abstract
PREMESSA
CAPITOLO PRIMO – LA FUNZIONE DELLE BANCHE CENTRALI DI "PRESTATORE DI ULTIMA ISTANZA" (Lender of Last Resort)
– Introduzione
– Il prestatore di ultima istanza: il concetto nella storia
– Esperienze storiche
– Riconsiderazioni sul Prestatore di ultima istanza
CAPITOLO SECONDO – PROBLEMATICHE INTERNAZIONALI
Sulla necessità di un Prestatore di ultima istanza internazionale
Il ruolo del Fondo Monetario Internazionale come Prestatore di Ultima Istanza
Caratteristiche internazionali del Prestatore di ultima istanza
CAPITOLO TERZO – MERCATO MONETARIO, CRISI DI LIQUIDITA'
Crisi di liquidità: teoria ed evidenza empirica
Mercato interbancario
Rischio di credito e rischio di liquidità
Intermediari non bancari e mercato monetario
Le recenti operazioni di liquidità delle banche centrali verso il sistema bancario in qualità di Prestatore di ultima istanza
CONCLUSIONI